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La Vita di S. Protaso

 

LA STORIA DELLA CHIESA DI SAN PROTASO

Per meglio comprendere il motivo per cui costruire una chiesa, e in particolare una parrocchia, in un luogo della periferia milanese (allora quasi deserto e fuori mano) che sarebbe diventato in pochi decenni il conosciutissimo Piazzale Brescia, è necessario studiare ... un po’ di storia. Quella zona risultava essere vicinissima a una strada di grande traffico, la strada Vercellese o Via Vercellina, importante sia per il collegamento con la città di Milano che per quello con l’estero: Novara,Torino, la Francia, la Spagna e gli altri Stati. Inoltre, quella strada si trovava in una zona dove vi erano alcune grandi fabbriche che si stavano sviluppando e aveva anche una grossa tradizione di avvenimenti cristiani.

Oggi nomi come Protaso e Gervaso (e ancor meno quelli di Protasio e Gervasio) non sono ricorrenti nelle moderne generazioni; ma un tempo lo furono, anche per merito di s. Ambrogio che il 7 giugno 386 a seguito di una visione ritrovò i corpi dei due fratelli Martiri e due giorni dopo li fece portare nella Basilica che da poco aveva terminato di edificare, con la partecipazione di una grande folla entusiasta.
Racconta Paolino, il suo segretario, che in quell’occasione un cieco riacquistò la vista e molti ossessi furono liberati dagli “spiriti immondi”.
Dopo centinaia di anni di storia il
23 dicembre 1929 veniva ordinata la chiusura al culto della chiesa di s. Protaso M. detta di s. Protaso ad Monachos, sita in via s. Protaso, e in data 4 febbraio 1930 veniva distrutto l’edificio con autorizzazione concessa mediante rescritto pontificio.

L’11 luglio 1931 fu acquistato il terreno per la costruzione della nuova chiesa in Piazzale Brescia. Dalla relazione tecnica sul progetto di massima stesa dagli architetti Luigi e Felice Nava in data 30 aprile 1930, si apprende che la spesa totale per la costruzione della chiesa, della sacristia e annessi, del campanile, della casa parrocchiale e della casa delle opere parrocchiali, ammontava a £. 3.883.304, 80 (pari a circa soli € 1500).

I lavori della chiesa, affidati all’Impresa Magnaghi e Bassanini di Milano sotto la direzione degli architetti Nava, iniziarono verso la fine del 1931, ma solo l’11 aprile 1933, con decreto dell’8 aprile 1933 dell’arcivescovo A. Ildefonso Schuster, venne ufficialmente istituita la parrocchia di S.PROTASO M. detta S. PROTASO ad MONACOS, ereditando il titolo di quella demolita in via s. Protaso nel 1930.

La targa che ricorda la consacrazione si trova nell’ingresso a sinistra.

 La chiesa di San Protaso ha un elegante profilo slanciato verso l’alto e rivestita di mattoni rossi a vista, è caratterizzata da una bella facciata a tre alti archi formati a pronao e dalla croce dorata che splende sulla cima.

Nella volta a botte, molto alta e spaziosa, svetta a oltre 30 metri dal pavimento una bella cupola.
Le pareti della Chiesa sono rivestite fino all’altezza di 7 metri dal pavimento da marmi pregiati colore nocciola, mentre nella parte alta vi sono affrescati, dodici apostoli, San Vitale e Santa Valeria, i genitori dei Santi Protaso e Gervaso, e due angeli.
Il pavimento è ricoperto da marmi pregiati bicolore: rosso il corridoio centrale e giallo arancione il resto.
Le porte, le lunette e i finestroni sono impreziositi da vetrate artistiche, colorate, rappresentanti la Madonna, la vita e il martirio dei Santi Protaso e Gervaso, scene bibliche e la storia della Chiesa.

L’interno della chiesa, capace di contenere fino a 1500 persone, è a forma di croce latina a navata unica, con una serie di cappelle che si aprono sui due lati; due bei transetti, e con l’Altare Maggiore coronato da una grande abside affrescata e da un maestoso organo.

Le dimensioni sono riportate di seguito per dare un’idea della grandiosità dell’edificio:

- Lunghezza 47 metri . - Larghezza 27 metri . - Altezza Cupola 36 metri .


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Ultimo aggiornamento: 25-06-2011 17.59.18
by Softan93